Un po' di Storia
Regno di Cipro
Scritto da Pasquale Misuraca Giovedì 22 Ottobre 2009 13:49
Regno di Cipro
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Il Regno di Cipro fu un regno cattolico crociato sull'isola di Cipro del tardo medioevo.
Storia
L'isola fu conquistata nel 1191 durante la terza crociata da Riccardo I d'Inghilterra togliendola ad Isacco Comneno, un governatore locale che si era autoproclamato imperatore bizantino e avanzava pretese sull'Impero di Costantinopoli. Riccardo in seguito vendette Cipro ai cavalieri templari, che a loro volta lo vendettero a Guido di Gerusalemme nel 1192 dopo il fallimento della crociata di Riccardo e la conseguente perdita di Guido del regno di Gerusalemme. Suo fratello e successore Amalrico I di Cipro ricevette la corona e il titolo reale da Enrico IV del Sacro Romano Impero.
La piccola minoranza di cattolici sull'isola era limitata ad alcune città costiere, come Famagosta, ma era presente anche nell'entroterra, per esempio a Nicosia, la capitale tradizionale. I cattolici tennero in mano il potere fino a quando gli abitanti greci vissero nelle campagne (questo fu lo stesso sistema applicato anche nel regno di Gerusalemme). Alla Chiesa autocefala cipriota di fede ortodossa, con il suo arcivescovo non soggetta ad alcun patriarca, fu permesso di rimanere sull'isola, ma venne largamente superata da quella cattolica in reputazione e quantità di beni posseduti.
Dopo la morte di Amalrico di Lusignano il regno passò a una serie di giovani ragazzi che crebbero fino a diventare re. Mentre vari membri della famiglia Ibelin, che ebbe gran parte del potere a Gerusalemme prima della sua caduta in mano ai musulmani, fecero da reggenti in questi primi anni. Nel 1229 uno dei reggenti Ibelin fu obbligato ad abbandonare il suo ruolo da Federico II del Sacro Romano Impero, che portò lo scontro tra Guelfi e Ghibellini anche sull'isola. I sostenitori di Federico furono sconfitti già nel 1233 mentre il conflitto continuò in Europa per molti altri anni.
I discendenti della famiglia di Federico, gli Hohenstaufen, continuarono a regnare su Gerusalemme fino a quando, nel 1268, Ugo III di Cipro reclamò il titolo e il territorio di San Giovanni d'Acri alla morte di Corrado IV di Gerusalemme; in questo modo egli unì i due regni. I territori palestinesi vennero alla fine persi mentre era re Enrico II di Gerusalemme nel 1291, ma i re di Cipro continuarono comunque a rivendicare il titolo regale.
Cipro aveva un'Haute Cour, l'Alta Corte, nonostante fosse meno potente di quanto lo fosse stata quella di Gerusalemme. Infatti l'isola era più ricca e feudalizzata del regno di Gerusalemme e di conseguenza il re disponeva di una maggiore ricchezza personale e poteva permettersi di ignorarla. Inoltre il regno era spesso in conflitto con gli invadenti mercanti italiani, difatti l'isola era diventata il centro dei commerci europei con l'Asia e l'Africa dopo la caduta di San Giovanni d'Acri nel 1291.
I re alla fine vennero sempre più sottomessi dai mercanti genovesi nel XIV secolo. Cipro allora si schierò con il papato di Avignone durante il Grande Scisma nella speranza che la Francia si occupasse di cacciare gli italiani dall'isola. Nel 1426 i Mamelucchi trasformarono il regno in uno stato tributario; i successivi monarchi persero gradualmente quasi tutta la loro indipendenza fino a quando nel 1489 l'ultima regina, Caterina Cornaro, abdicò e cedette l'isola alla Repubblica di Venezia.
Pretendenti del Regno di Cipro
- Eugenio Matteo di Armenia (148?-1523), dichiarò di essere il figlio illegittimo del re Giacomo II di Cipro, fu il fondatore della famiglia dei Baroni di Baccari (Tal-Baqqar).
- Carlotta e Luigi, regina e principe consorte, rinunciarono al titolo nel 1482 in favore di:
- Carlo I di Savoia (1482-90), pro-pronipote legittimo di Giano, secondo cugino di Giacomo III e nipote di Luigi
- Carlo II di Savoia (1490-96)
- Iolanda Luisa di Savoia (1496-99) e Filiberto II di Savoia (m. 1504)
- Filippo II di Savoia (1496-97), padre di Filiberto II, prozio di Carlo II e di Iolanda Luisa, primo cugino di Carlotta e pronipote di Giano.
- e diversi altri. I diritti divennero de jure, ma vennero rivendicati in linea maschile.
In seguito il titolo di re di Cipro rimase alla casa Savoia e come tale compare, dopo il titolo di re di Sardegna [1] anche negli atti ufficiali fino alla proclamazione del Regno d'Italia. Al giorno d'oggi Vittorio Emanuele Savoia possiede, infatti, anche il titolo di re titolare di Cipro.
Note
Bibliografia
- Rene Grousset. L'empire du levant: histoire de la question d'orient (Nouvelle ed. revue). Payot, Paris 1949.
Caterina Cornaro Regina di Cipro
Scritto da Pasquale Misuraca Giovedì 22 Ottobre 2009 13:45
Caterina Cornaro
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Ritratto di Caterina Cornaro dipinto da Gentile Bellini (Budapest, Magyar Szépmüvészeti Múzeum)
Caterina Corner, italianizzato in Cornaro (Venezia, 25 novembre 1454 – Asolo, 10 luglio 1510), fu regina di Cipro e Armenia dal 1474 al 1489.
Figlia del veneziano Marco Cornaro e di Fiorenza Crispo, apparteneva a una delle famiglie più ricche ed influenti della Serenissima, i Corner.
Venne educata in monastero a Padova fino all'età di 14 anni. Fu prescelta come sposa del re di Cipro e di Armenia Giacomo II di Lusignano, che sposò per procura il 30 luglio 1468. Le fu attribuito dal Senato veneto l'appellativo di "Figlia adottiva della Repubblica" onore mai tributato a nessuna donna prima di lei.
Solo nel 1472 Caterina venne condotta a Famagosta, sull'isola di Cipro, dove furono celebrate nozze sontuose. Un anno dopo il re morì lasciando la vedova incinta. Cipro cadde quindi sotto l'influenza veneziana.
Nella notte del 13 novembre 1473, un gruppo di nobili catalani capeggiati dal vescovo di Nicosia, che si volevano liberare del dominio veneziano, entrarono nel palazzo e rapirono il piccolo facendo strage, uccidendo i parenti della donna davanti ai suoi occhi. Venezia inviò una flotta e un esercito e catturò i nobili dissidenti al soldo del re di Napoli e del Duca di Savoia. Caterina continuò a regnare sotto la costante protezione della Repubblica di Venezia e sotto stretta sorveglianza, anche dopo la morte di suo figlio Giacomo III avvenuta per febbri malariche nel 1474.
L'abdicazione e il ritorno a Venezia
Nell'ottobre 1488 fu scoperta un'altra congiura, ordita ancora dai nobili catalani. Venezia represse di nuovo la ribellione e decise di richiamare Caterina costringendola ad abdicare a favore della Repubblica. A seguito del suo rifiuto, fu minacciata che nel caso di disobbedienza sarebbe stata spogliata di tutti i privilegi e sarebbe stata trattata come ribelle. Il 26 febbraio 1489 avvenne l'atto ufficiale dell'abdicazione di Caterina in favore della Repubblica Veneta. Il 18 marzo, vestita di nero, la regina lasciò per sempre l'isola.
Venezia accolse la sua figlia in maniera trionfale. Sedette sul Bucintoro accanto al doge [1]e fu nominata domina Aceli (signora di Asolo), conservando tuttavia anche negli atti ufficiali il titolo e il rango di regina. Sul territorio di Asolo, Caterina aveva gli stessi poteri del doge. Unici limiti: non poteva far subire ai sudditi nessun onere o angheria e non poteva ospitare chi non fosse gradito al doge.
Signora di Asolo
Caterina richiamò alla sua corte artisti e letterati, tra cui Giorgione, Lorenzo Lotto, Pietro Bembo, che qui ambientò Gli Asolani. Nel 1509, all'avanzare delle truppe imperiali di Massimiliano I d'Asburgo, si rifugiò a Venezia. Ritornata nel suo castello e tra gli asolani che tanto l'amavano, fuggì di nuovo quando le truppe tedesche si affacciarono alle porte di Altivole.
Caterina Cornaro morì a Venezia il 10 luglio 1510 e venne tumulata nella Chiesa dei Santi Apostoli. Tale fu la folla che volle partecipare al rito funebre che i Provveditori fecero costruire un ponte di barche da Rialto a Santa Sofia per permettere un migliore deflusso.
La salma rimase solo pochi anni nella chiesa dei Santi Apostoli perché, a causa della costruzione della nuova chiesa, nel 1575 venne trasferita nella Chiesa di San Salvador, dove tuttora riposa.
Caterina a teatro
Alla figura di Caterina Cornaro è dedicato il grand-opéra La Reine de Chypre di Fromental Halévy, su libretto di Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, andato in scena a Parigi il 22 dicembre 1841.
Sul libretto di Saint-Georges si basa quello di Giacomo Sacchero per Caterina Cornaro di Gaetano Donizetti, andata in scena al Teatro San Carlo di Napoli il 18 gennaio 1844.
Nell'opera si narra l'episodio storico che determina la morte del Lusignano, intrecciato ad una storia d'amore tra Caterina e Gerardo, un giovane cavaliere francese.
Note
- ^ L'episodio viene ricordato ogni anno da una Regata Storica che si tiene a Venezia la prima domenica di settembre.
Stasino di Cipro e Cypria (i 'Canti Cipri')
Scritto da Pasquale Misuraca Giovedì 22 Ottobre 2009 08:40
Cypria
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I Cypria (in greco Κύπρια; in italiano anche "Canti Cipri") sono un antico poema epico greco piuttosto noto e conosciuto in epoca classica, durante la quale ne circolava un testo definitivo e comunemente accettato, ma che è andato successivamente perduto. Faceva parte del Ciclo Troiano, che raccontava in versi l'intera storia della guerra di Troia. Le vicende trattate dai Cypria si pongono cronologicamente all'inizio del Ciclo Troiano e sono seguite dall' Iliade; la stesura dei due poemi apparentemente avvenne in ordine inverso rispetto alla cronologia letteraria. Il poema si componeva di undici libri scritti in esametri dattilici.
Datazione ed attribuzione
I Cypria, nella forma scritta in cui erano conosciuti nella Grecia classica, furono probabilmente composti verso la fine del VII secolo a.C.[1], ma non esistono certezze in merito. I poeti ciclici, come ha fatto notare la traduttrice delle opere di Omero Hugh G. Evelyn-White[2] "stavano attenti a non invadere il terreno già occupato da Omero" e questo è uno dei motivi per cui potrebbe ritenere la forma scritta e definitiva dei Cypria un poema post-omerico. Un altro studioso ha sostenuto: "L'autore dei Kypria, doveva aver già apprezzato i temi dell' Iliade. In qualsiasi modo si leggano i Kypria, salterà agli occhi come si studino gli avvenimenti contenuti nell'Iliade per potersi riferire ad essi, ad esempio la cessione in schiavitù di Licaone a Lemnos o le storie di Achille con Briseide e di Agamennone con Criseide".[3] Si potrebbero paragonare i Cypria con l' Etiopide, un altro poema del ciclo andato perduto, ma che anche dai pochi frammenti e dalle citazioni che ne abbiamo appare maggiormente autonomo rispetto all' Iliade.
Le storie contenute nei Cypria, d'altra parte, si erano stabilizzate molto prima di allora, ed il poema condivide lo stesso problema di difficoltà di datazione di una tradizione orale che è proprio delle opere di Omero. Molte, per non dire tutte, delle leggende contenute nei Cypria erano già ben note agli autori dell' Iliade e dell' Odissea: i Cypria, presupponendo quindi la conoscenza degli eventi narrati nel poema omerico, vanno così a formare una specie di introduzione all' Iliade. [4]
Il titolo Cypria, che associa il poema con l'isola di Cipro,[5] ha richiesto alcune spiegazioni: secondo una tradizione antica[6] il poema sarebbe stato donato da Omero a suo genero Stasino di Cipro, che non viene citato in nessun altro contesto. Questa sembrerebbe essere un'allusione ad una perduta Ode Nemea di Pindaro. La storia venne poi ripresa da alcuni autori di epoca più tarda. Perlomeno la storia è servita a spiegare come mai i Cypria furono attribuiti da alcuni ad Omero, da altri a Stasino. Altri, tuttavia lo attribuirono ad Egesia di Salamina od a Cipria di Alicarnasso.
È possibile che l' Ordine di battaglia dei Troiani (l'elenco dei Troiani e dei loro alleati in Iliade II, 816-876, che forma un'appendice al Catalogo delle navi) sia un riassunto di quello presente nei Cypria, che si sa che nell'ultimo libro contenevano appunto un elenco degli alleati dei Troiani.
Contenuto
Nelle attuali edizioni critiche dei Cypria sopravvivono soltanto cinquanta versi del testo originale. Per conoscerne la trama dipendiamo quindi quasi completamente da un riassunto del Ciclo Troiano contenuto nella Crestomazia scritta da un oscuro Proclo (che forse potrebbe essere identificato con il grammatico del II secolo Eutichio Proclo). Alcune altre fonti forniscono indicazioni di minor rilievo sull'intreccio del poema.
Il poema narra l'origine e le cause della guerra di Troia, nonché i suoi primi momenti. Sia apre con la decisione di Zeus di alleviare, per mezzo di una guerra, il peso della popolazione che la Terra deve sopportare: ne consegue la guerra dei Sette contro Tebe.
I Cypria descrivono quindi le nozze di Peleo e Teti. Nel famoso episodio del giudizio di Paride[7] tra le dee Atena, Hera ed Afrodite, Paride assegna il premio per la bellezza ad Afrodite, e a sua volta riceve in premio Elena, la moglie di Menelao.
Paride, su consiglio di Afrodite, costruisce allora una nave, ed Eleno gli predice il suo futuro; Afrodite ordina ad Enea di imbarcarsi con lui, mentre anche Cassandra presagisce ciò che avverrà.
In Lacedemonia i Troiani vengono ricevuti dai figli di Tindareo, i Dioscuri Castore e Polluce, e da Menelao che si imbarca poi per Creta, dopo aver ordinato ad Elena di fornire agli ospiti tutto ciò di cui avessero avuto bisogno. Afrodite fa avvicinare Elena e Paride, ed il principe porta lei e la sua dote a Troia, con una tappa a Sidone, che Paride e i suoi uomini attaccano con successo.
Nel frattempo Castore e Polluce vengono catturati ed uccisi mentre stanno rubando il bestiame di Idas e Linceo: Zeus allora concede loro l'immortalità.
Iris avverte Menelao, che torna per organizzare una spedizione controi Troia insieme al fratello Agamennone. Decidono di riunire gli ex-pretendenti alla mano di Elena, che avevano giurato di difendere i diritti matrimoniali di chi tra loro fosse riucito a sposarla. Nestore racconta a Menelao alcune storie:
- Come Epopeo fosse stato distrutto dopo aver sedotto le figlie di Lico
- La storia di Edipo
- La pazzia di Eracle
- La storia di Teseo ed Arianna
Radunando i capi dei Greci, smascherano la follia simulata di Odisseo, che non voleva seguirli. I capi dei Greci riuniti insieme in Aulide celebrano dei sacrifici dall'esito infausto, e l'indovino Calcante annuncia loro che la guerra durerà dieci anni. Raggiungono la città di Teutra, in Misia e la saccheggiano per errore, scambiandola per Troia: Telefo va in soccorso della città, ma viene ferito da Achille. La flotta greca viene separata da una tempesta, ed Achille approda a Sciro, dove sposa Deidamia, la figlia di Licomede e guarisce Telefo dalle ferite, in modo che possa guidarli a Troia.
Quando gli Achei riescono a riunirsi in Aulide una seconda volta, Agamennone viene convinto da Calcante a sacrificare sua figlia Ifigenia per placare le dea Artemide e ottenere un viaggio tranquillo per le navi, dopo che il re stesso l'aveva offesa uccidendo un cervo. Ifigenia viene fatta venire fingendo che debba sposare Achille, ma Artemide all'ultimo momento la porta via, sostituendola sull'altare con un cervo, e la trasporta in Tauride rendendola immortale.
La navi greche giungono quindi sull'isola di Tenedo dove, mentre stanno banchettando. Filottete viene morso da un serpente e deve essere lasciato a Lemno. Qui Achille litiga con Agamennone. Un primo tentativo di sbarco nella Troade viene respinto dai Troiani e Protesilao viene ucciso da Ettore. Achille allora uccide Cicno, figlio di Poseidone e costringe i Troiani a ritirarsi. I Greci raccolgono i loro caduti ed inviano dei messaggeri a chiedere la resttituzione di Elena e del tesoro. Dopo il rifiuto dei Troiani, dapprima tentano un assalto verso la città, poi mettono a ferro e fuoco le campagne circostanti.
Achille vuole vedere Elena, così Afrodite e Teti escogitano un modo di farli incontrare. I Greci vorrebbero tornare a casa, ma vengono trattenuti da Achille, che poco dopo mette in fuga il bestiame di Enea, saccheggia le città vicine ed uccide Troilo. Patroclo porta Licaone a Lemno e lo vende come schiavo. Achille e Agamennone si prendono come bottino di guerra rispettivamente Briseide e Criseide.
Seguono quindi la morte di Palamede, il piano elaborato da Zeus di aiutare i Troiani allontanando Achille dall'alleanza greca ed il poema si chiude con un catalogo degli alleati dei Troiani.
Valutazione del poema
I Cypria furono considerati un poema minore rispetto ai due capolavori di Omero: Aristotele li criticò per la loro mancanza di una coesione narrativa e di un argomento portante. Si tratta più che di una vicenda unitaria di un catalogo di eventi e storie separate.
Note
- ^ Un'indicazione circa il fatto che almeno i contenuti principali dei Cypria fossero già conosciuti attorno al 650 a.C. ci viene dalla raffigurazione del Giudizio di Paride sul "Vaso Chigi" (Burkert 1992; 103). Sulla caraffa di epoca proto-attica nota come "Vaso Chigi", Paride viene identificato come Al[exand]ros, nome con cui sembra venga chiamato anche nei Cypria.
- ^ Nella sua prefazione a Hesiod, The Homeric Hymns, and Homerica
- ^ Ken Dowden, "Homer's Sense of Text" The Journal of Hellenic Studies 116 (1996, pp. 47-61). p 48, si noti che l'osservazione fu originariamente fatta da Eric Bethe, in Homer: Dichtung und Sage II: Odysee, Kyklos, Zeitbestimmung, 1922:202.
- ^ Enciclopedia Britannica, 1911: "Stasinus"
- ^ Burkert,(Burkert 1992;103) notando corrispondenze con la cultura Mesopotamica, conclude:" Queste osservazioni devono allora riferisi all'epoca in cui Cipro, anche se ricca e potente, era ancora formalmente sottoposta alla dominazione Assira"
- ^ Giovanni Tzetzes' Chiliades XIII.638.
- ^ Paride nelle citazioni dai Cypria e nei riassunti sopravvissuti viene chiamato Alexandros
Edizioni
- Edizioni online (versione inglese):
- Frammenti dei Cypria traduzione di H.G. Evelyn-White, 1914 (pubblico dominio)
- Frammenti di tutto il Ciclo Epico traduzione di H.G. Evelyn-White, 1914 (pubblico dominio); Progetto Gutenberg
- Edizioni a stampa (Il testo greco):
Bibliografia
- Burkert, Walter, 1992. The Orientalizing Revolution: Near Eastern Influences on Greek Culture in the Early Archaic Age (Cambridge: Harvard University Press) pag. 101-04.
- F.G. Welcker, Der epische Cyclus (1862)
- D.B. Monro, Appendice alla sua versione dell' Odissea, XIII-XXIV. (1901)
- Thomas W. Allen, "The Epic Cycle," in Classical Quarterly (Gennaio 1908, ed edizioni succssive)
Zenone di Cizio (odierna Làrnaka)
Scritto da Pasquale Misuraca Giovedì 22 Ottobre 2009 08:17
Zenone di Cizio
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| « L'uomo deve essere liberato dalle passioni, vero e unico male. » |
Zenone di Cizio (Cizio, 333 a.C. – 263 a.C.) è stato un filosofo greco antico nativo di Cipro, considerato il fondatore dello stoicismo.
Come Talete, non era di origine greca ma fenicia. Cizio (odierna Làrnaka) era una località dell'Isola di Cipro, che all'epoca costituiva un importante crocevia dei commerci tra l'Occidente e l'Oriente del Mediterraneo. Fu allievo del filosofo cinico Cratete e, successivamente, di Polemone, scolarca dell'Accademia platonica nell'ultimo quindicennio del IV secolo. Intorno al 300 fondò la Stoa.
Il suo contributo alla storia delle idee si rivela notevole soprattutto nel campo dell'etica, in cui espresse posizioni spesso condizionate dalla sua formazione cinica, e della gnoseologia. Come per gli epicurei anche per gli stoici la fonte di ogni conoscenza è la sensazione (elemento passivo), cui si deve accompagnare l'assenso (elemento attivo), per arrivare così alla rappresentazione catalettica. I concetti sono anticipazioni mentali, fondate sulle sensazioni, e anche i ragionamenti, detti anapodittici, non si discostano dall'analisi di singoli avvenimenti. A Zenone è dedicato il primo volume della classica raccolta di frammenti stoici curata da Hans von Arnim (SVF 1).
La fisica e la morale
L'universo è come un grande animale composto di due elementi, la materia e il Lògos o ragione, che è detto anche Dio e rappresenta il soffio vitale o ragione seminale. Questo principio divino è Provvidenza immanente e guida finalisticamente l'evoluzione del mondo verso il suo necessario sviluppo. Ogni evento in quanto permeato del divino è perfetto, e la libertà dell'uomo consiste nel riconoscere e condividere la perfezione. Come il mondo anche l'uomo è animato dal lògos e il suo dovere e la sua virtù consistono nel vivere secondo ragione, estirpando da sé le passioni e i desideri; il saggio stoico è cittadino del mondo perché riconosce il valore universale della ragione.
La fonte più importante riguardo alla sua vita è una biografia scritta da Diogene Laerzio, nel libro VII della sua opera Raccolta delle vite e delle dottrine dei filosofi:
| « Ζήνων Μνασέου ἢ Δημέου, Κιτιεὺς ἀπὸ Κύπρου » | |
|
(Diogene Laerzio)
|
| « Zenone fu figlio di Mneseo o Demeo, e nacque a Cizio, su Cipro » |
A lui è stato dedicato il cratere Zenone, sulla Luna.
Storia in Generale
Scritto da Administrator Mercoledì 11 Febbraio 2009 11:24
Antichità: cronologia 7000 a.C. - 328 [modifica]
- L'isola di Cipro nasce, storicamente, nell'era neolitica che va dal 7000 al 2000 a.C.
- I primi abitanti che formarono le antiche città provenivano dalla Siria e dall'Anatolia e, durante questo periodo, appaiono i primi oggetti costruiti in rame. Nell'età del bronzo Cipro diventa importante grazie alle esportazione dei suddetti oggetti in rame.
- In seguito l'isola subirà molte colonizzazioni, da quella Fenicia a quella Assira, fino al 475 a.C. quando verrà assoggettata all'impero Persiano.
- Nel 333 a.C. Alessandro Magno metterà fine all'impero Persiano e, alla sua morte, Cipro si troverà invischiata nella spartizione dell'impero di Alessandro Magno da parte dei suoi generali; vincerà Tolomeo che regnerà sull'isola per il periodo chiamato ellenistico.
- Dal 58 a.C. al 330 Cipro diviene parte della Repubblica Romana e, in seguito, dell'impero romano.
Cristiani: cronologia 329 - 1570 [modifica]
- Nel 329, il Concilio di Nicea conferma l'autonomia della chiesa di Cipro.
- Nel 395 Cipro diventa provincia dell'Impero Romano d'Oriente.
- Nel 431 il Concilio di Efeso conferma nuovamente l'autonomia della chiesa di Cipro.
- Nel 1191 Riccardo Cuor di Leone, al tempo della terza crociata, lungo il percorso che lo conduceva in Terra Santa, tentò di conquistarla, ma i ciprioti opposero resistenza (uno di essi uccise il suo falco, spingendolo a massacrare gli abitanti di alcuni villaggi per rappresaglia) ed egli decise di vendere l'isola ai Templari, che a loro volta la cedettero a Guido di Lusignano (Guy de Lusignan) i cui eredi vi regnarono poi per tre secoli.
- Dal 1192 al 1489 alla testa del Regno latino di Cipro si succedono 18 sovrani della dinastia franca dei Lusignano.
- Dal 1291 al 1308 i monaci Ospedalieri (Cavalieri di Malta) si insediano nella città di Limassol, arricchendo di opere d'arte l'isola.
- Dal 1373 al 1464 i Genovesi conquistano Famagosta e controllano l'isola.
- Dal 1489 al 1571 Cipro è annessa alla Repubblica di Venezia.
Ottomani: cronologia 1571 - 1877 [modifica]
- Nel 1571 l'Impero Ottomano conquista l'isola (Assedio di Famagusta).
Colonialismo: cronologia 1878 - 1959 [modifica]
| Per approfondire, vedi la voce Problema di Cipro. |
- 1878 L'Impero Ottomano cede l'amministrazione dell'isola alla Gran Bretagna.
- 1923 Con il Trattato di Losanna, Cipro diventa ufficialmente una delle tante colonie britanniche.
- 1946 il governo britannico annuncia l'intenzione di istituire un'assemblea consultiva che rediga una Costituzione per Cipro
- 1950 la Chiesa greco ortodossa cipriota e il 96% della popolazione greco-cipriota si espressero a favore dell'unione alla Grecia (enosis). In risposta il governatore britannico redasse una nuova costituzione, che fu accolta dalla popolazione turco cipriota ma respinta dall'Organizzazione nazionale dei combattenti per la libertà di Cipro (EOKA); questi, che desideravano unicamente l'attuazione dell'enosis, diedero inizio a una serie di azioni terroristiche contro gli inglesi.
- 1954 le Nazioni Unite rifiutano di adottare una risoluzione sulla questione dell'autodeterminazione di Cipro, proposta dalla Grecia e opposta da Turchia e Regno Unito
- Aprile 1955 Inizia la guerra d'indipendenza dagli inglesi da parte dei membri dell'organizzazione militare-terroristica EOKA, formata da greco-ciprioti o greci della madrepatria come il capo militare, il colonnello George Grivas.
- Ottobre 1956 - Crisi di Suez
- 1957 entra in attività l'organizzazione militare-terroristica TMT, formata da turco-ciprioti e guidata da Rauf Denktaş. che si prefigge, in caso di enosis, la separazione (taksim) delle zone abitate da turchi
- 1958 colloqui diretti da Grecia e Turchia, in cui si identifica l'indipendenza di Cipro come compromesso fra enosis e taksim, poi allargati al Regno Unito e infine ai rappresentanti ciprioti delle due etnie
- 19 febbraio 1959 - Trattato di Zurigo: la Gran Bretagna concede l'indipendenza con il trattato anglo-greco-turco
Indipendenza: cronologia essenziale: 1960 - oggi [modifica]
- 15-16 agosto 1960 In base al Trattato di Zurigo – che consente a Grecia, Regno Unito e Turchia di intraprendere azioni, sia congiuntamente che disgiuntamente, in caso di modifica della situazione di Cipro – viene proclamata l'indipendenza di Cipro e viene fondata la Repubblica di Cipro, con una propria autonoma Costituzione. Un greco, l'arcivescovo Makarios, fu eletto presidente, mentre il turco Fazil Küçük divenne vicepresidente.
La Gran Bretagna mantiene peraltro (e continua a mantenere tutt'oggi) due basi militari il cui territorio non è quindi sotto la sovranità cipriota.
- 1961 Adesione al Commonwealth britannico.
- Dicembre 1963 - Violenze interetniche tra turchi e greci dopo le proposte di riforma di Makarios.
- 4 marzo 1964 Le Nazioni Unite autorizzarono l'invio di caschi blu per sostituire la forza di interposizione anglo-turco-greca con l'operazione UNFICYP (United Nations Peacekeeping Force in Cyprus) con un mandato semestrale da allora sempre rinnovato.
- 1967 Nuovi scontri tra greci e turchi.
- Aprile 1967 - Colpo di stato dei colonnelli in Grecia
- 1974
- 15 luglio (5 luglio?) 1974 Colpo di stato di EOKA-B, Makarios viene deposto dalla Grecia "dei colonnelli" con l'aiuto della CIA rimpiazzandolo con un presidente fantoccio Nicos Sampson, con lo scopo di annettere l'isola alla Grecia.
- 20 luglio - Il colpo di stato provoca la reazione turca (20 luglio) che occupa la parte Nord dell'isola, costringendo 180.000 greco-ciprioti ad abbandonare le loro abitazioni.
- 23 luglio - Cade la giunta militare greca, fallisce il colpo di stato EOKA-B ma si verificano episodi delittuosi contro l'elemento turco.
- 25 luglio-13 agosto - Colloqui di pace a Ginevra
- 14 agosto - Intervento militare per salvare la vita dei civili e stabilire la pace nell'isola da parte della Turchia
- Agosto 1977 - Morte di Makarios
- 15 novembre 1983 Proclamazione unilaterale della Repubblica Turca di Cipro Nord, presieduta da Rauf Denktaş, riconosciuta unicamente dal governo turco.
- 2003 - Colloqui di pace
- Febbraio 2003 Le elezioni presidenziali della repubblica di Cipro sono vinte da Tassos Papadopoulos, capo del partito di destra Diko.
- Aprile 2003 Vengono aperte le frontiere tra le due parti in cui è divisa l'isola e circa un terzo della popolazione dell'isola si sposta da una parte all'altra. Questo non accadeva dal 1974.
- 24 aprile 2004 Si vota sul referendum per il piano di riunificazione proposto dall'ONU (piano Annan). La maggioranza (64,90%) dei votanti nella zona turca è favorevole, mentre la maggioranza (75,83%) dei votanti nella zona greca è contraria.
- 17 aprile 2005 Mehmet Ali Talat, moderato pro-riunificazione, vince le elezioni presidenziali nella Repubblica Turca di Cipro Nord.
- 1º gennaio 2008 L'euro diventa moneta ufficiale al posto della Sterlina cipriota (sarà usato solo nella parte greca).
- 24 febbraio Dopo il turno di ballottaggio Dimistris Christofias, 61 anni, leader del partito comunista cipriota Akel, risulta eletto alla carica di Presidente della Repubblica. La stampa internazionale accredita il neo presidente di posizioni moderatamente favorevoli alla riunificazione dell'isola.
- 3 aprile I greco-ciprioti a Ledra Street smantellano il Muro che divide la capitale di Cipro tra la parte sud greco-cipriota e la parte nord turco-cipriota ed edificato nel 1974. Decine di persone si sono assembrate sul luogo per assistere alla demolizione e la caduta dei primi pezzi della struttura è stata accompagnata da un grande applauso.[1]


