I Sousta, danza tradizionale mediterranea, nella sua versione cipriota

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I Sousta (La Molla), danzato da Sotiris Odysseos e Charicleia Odysseos (padre e figlia), nella Limonaia di Villa Torlonia, lunedì 30 novembre 2009 - invitati da Lakatamia (Cipro) a Roma dalla Associazione dei ciprioti in Italia NIMA, in occasione della Settimana della cultura cipriota 2009, per tenere un seminario teorico-pratico sulla danza tradizionale cipriota.


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Eftychia Ioannu e Dimitris Evaggelou a Viterbo

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Eftychia Ioannu e Dimitris Evaggelou danzano, nella Sala Gatti di Viterbo, venerdì 27 novembre 2009, in occasione della Settimana della cultura cipriota 2009. Eftychia Ioannu è stata invitata a tenere una conferenza sulla architettura romana e veneziana a Cipro, Dimitris Evaggelou a tenere un seminario sulla danza tradizionale mediterranea.

 

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Rembetiko a Viterbo

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Rembetiko, danzato da Dimitris Evaggelou, nella Sala Gatti di Viterbo, venerdì 27 novembre 2009 - invitato, in occasione della Settimana della cultura cipriota 2009, a tenere un Seminario teorico-pratico sulla danza tradizionale mediterranea.

 

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Sirtos cipriota a Roma

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Sirtos, danzato da Sotiris Odysseos e Charicleia Odysseos (padre e figlia), nella Limonaia di Villa Torlonia, domenica 29 novembre 2009 - invitati da Lakatamia (Cipro) a Roma, in occasione della Settimana della cultura cipriota 2009 per tenere un Seminario teorico-pratico sulla danza tradizionale cipriota - che prosegue oggi lunedì 30 novembre e domani 1 dicembre (dalle ore 17.00 alle ore 19.00)

 

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Settimana della cultura cipriota in Italia 2009

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L’Associazione dei ciprioti in Italia “NIMA”,

per dare la possibilità ad un vasto pubblico italiano di conoscere meglio l’isola di Cipro, ha promosso una manifestazione culturale dal titolo:


Cipro tra oriente e occidente


Promotori dell’iniziativa oltre l’Associazione dei ciprioti in Italia NIMA: Ministero della P.I. di Cipro, Comune di Lacatamia (Cipro), Ambasciate di Cipro e di Grecia in Italia, SAE (Consiglio dei Greci all’ Estero), Cyprus Airways, Regione Lazio, Provincia di Roma,  I Municipio di Roma, III Municipio di Roma, Comune di Viterbo, Università della Tuscia - Facoltà di Lingue.


La manifestazione si svolgerà a Roma e Viterbo:

Roma: Sala Conferenze della Limonaia di Villa Torlonia

Viterbo : Auditorium Santa Maria in Gradi (Facoltà di Lingue-Università della Tuscia) e Sala Gatti.


Tutti gli ambienti della manifestazione si trovano in contesti prestigiosi, dispongono di spazi esterni ospitali, si collocano al centro delle città, prossimi a facoltà universitarie, musei, centri commerciali.


L’ Associazione dei ciprioti in Italia “NIMA” lo scorso anno ha realizzato con grande successo di pubblico e di critica, una settimana di cultura cipriota a Roma, Palestrina (RM) e Sutri (VT)


Per l’anno 2009  propone una nuova manifestazione culturale in due città:

Viterbo 26-27-28 novembre. Roma 29-30 novembre 1 dicembre .


Per la realizzazione del progetto, l’Associazione- NIMA- ha invitato noti artisti e studiosi ciprioti e italiani: documentaristi, architetti, organizzatori culturali, maestri di danza. Intende proporre in Italia antiche e moderne espressioni artistiche cipriote come: arti visive, teatrali, musicali, culinarie, mostre fotografiche col seguente programma generale:

a.  Documentari:Visioni dal presente e dal passato

b.  Danza: sonorità mediterranee, gesto e melopea.

c.  Assaggi eno-gastronomici

d. Mostre fotografiche

e. Spettacolo teatrale: “La Vita della Morte”


Lo Spettacolo Teatrale “La Vita della Morte” mette in scena il lamento rituale come unità dinamica di parola, di melopea e di gesto. Esprime storie mediterranee con canti, balli e musica provenienti dall’isola di Cipro e dalla penisola della Grecìa salentina. Mette a nudo, a partire dalla ricchissima produzione orale italiana e greca, Salentina e Cipriota, un moderno tabù, la morte. Con l’utilizzo delle lingue italiana e greca, del dialetto grico-salentino  e dell’ idioma greco-cipriota, il palcoscenico sviluppa la ricchissima produzione orale italiana e greco cipriota,  come testimonianza dell’importanza della comunità che nel lutto diventava sostegno.


Le Mostre fotografiche tratteranno:


1) UNA GRANDE FAMIGLIA CIPRIOTA E LA CULTURA VENETA DEL RINASCIMENTO

Un esempio di felici rapporti tra la società italiana e cipriota.

Parteciperà il prof: Vincenzo Lucchese

(Università IUAV di Venezia – Facoltà di Architettura)


2) FILIA: UN PAESE SOSPESO

Paese di grande importanza archeologica sospeso ed inanimato dal 1974, anno dell’invasione turca. Interverrà Petros Solomu ( Architetto Ministero P.I. di Cipro)


3)  TESTIMONIANZE ATTRAVERSO L' ARCHITETTURA 

a) Periodo Romano (58 a.C.-330 d.C.): tracce architettoniche a Cipro (e.g ville romane come a Pafos con pavimenti  mosaici originali ed altri.)

b) Periodo Veneziano (1489-1571): strutture militari e religiose (mura di Nicosia, la    Fortificazione di Famagusta).

Interverranno: l’ingegnere, Eftichia  Ioannou e l’architetto Periclis Ioannides.

Scopi e finalità della manifestazione

La Manifestazione mira a far conoscere ad un vasto pubblico italiano, Cipro, isola del mediterraneo di grandi contaminazioni linguistiche, artistico-filosofiche, ponte tra oriente e occidente, di cultura e tradizioni millennarie e di manifeste affinità con la cultura della penisola italiana.


L’ Associazione dei Ciprioti in Italia “NIMA”, con la manifestazione “Cipro tra Oriente e Occidente” diffonderà a Roma e Viterbo, messaggi di pace, solidarietà e collaborazione.


Programma dettagliato di Viterbo:


Viterbo 26-27-28 novembre

INGRESSO LIBERO


26 novembre ore 18.30

Spettacolo teatrale:“La vita della morte”-Auditorium S.Maria in Gradi (via Sabotino:Università della Tuscia-Facoltà di Lingue).


27 novembre ore 15.00-20.00

Sala Gatti -centro medievale,(10mt. da Piazza delle Erbe)

A. Mostra Fotografica: Filia: un Paese sospeso. Relatore: Petros Solomoù (Direttore del Dipartimento del Ministero della Pubblica Istruzione di Cipro)

B. Suoni e gusti nella cultura cipriota:

Relatori: A. Zambà e V. Hadjiphani.

C. Danza Orientale e Cipriota: seminario con danze sul palco e col   pubblico in sala. Maestri: Dimitris Evagghelou e Andreas Petrou.

D. Aperitivo cipriota


28 novembre ore 15.00-20.00

A. Mostra Fotografica: Testimonianze attraverso l’architettura.

Seminario sul periodo Romano (58 a.C.-330 d.C.) periodo   Veneziano (1489-1571) Relatori:E. Ioannou  e P.Ioannides

B. Documentari sulla vita cipriota: Relatori: D. Theocharous e L. Dimosthenous

C. Danza Orientale e Cipriota: seminario con danze sul palco e col   pubblico in sala. Maestri: Dimitris Evagghelou e Andreas Petrou.

D. Aperitivo cipriota


Programma dettagliato di Roma:


Roma    29-30 novembre -1 dicembre

Sala Conferenze della Limonaia di Villa Torlonia (v. Nomentana)

INGRESSO LIBERO


29 novembre ore 15:00-20:00

A. Mostra fotografica    Filia : un Paese sospeso. Relatore: Petros Solomu

B. Suoni e gusti nella cultura cipriota. Relatori: A. Zambà e V. Hadjiphani

C. Danza Orientale e Cipriota: Seminario con danze sul palco e col pubblico in sala. Maestri: Sotiris e Charicleia Odysseos

D. Aperitivo cipriota


30 novembre ore 15.00-20.00

A. Testimonianze attraverso l’architettura. Relatori:E. Ioannou, P. Ioannides

B. Documentari sulla vita cipriota

Commentano Despina Theocharous ed Eftichia Ioannou

C. Danza Orientale e Cipriota: Seminario con danze sul palco e col pubblico in sala. Maesti: Sotiris e Charicleia Odysseos

D. Aperitivo cipriota


1 dicembre ore 15:00-20:00

A. Mostra fotografica: Una grande famiglia cipriota e la cultura  veneta del Rinascimento 

Relatore: Professor Vincenzo Lucchese (Università IUAV di Venezia)

B.Documentari sulla vita cipriota.

Commentano D.Theocharous e    E. Ioannou

C. Musica e danza Orientale e Cipriota: Seminario con

danze sul palco e col pubblico in sala. Maestri: Sotiris e Charicleia Odysseos

D. Aperitivo cipriota

   

Ricerca sui ritmi percussivi mediterranei

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Primi di novembre 2009. Nella casa viterbese di Rossella Lodesani e Giuseppe Misuraca, nel corso del post-cena, Antonio Goduto suona il tamburello - audizione privata per Alexandra Zambà, presidente della Associazione dei ciprioti in Italia NIMA, che sta conducendo una ricerca sui ritmi percussivi mediterranei, in particolare salentini, siciliani, ciprioti, in vista di rappresentazioni teatrali e manifestazioni culturali.


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I ZOI TU THANATU di Alexandra Zambà

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La Vita della Morte (I ZOI TU THANATU), l’opera teatrale di Alexandra Zambà prodotta dalla Associazione dei ciprioti in Italia NIMA, sarà messa in scena nei prossimi giorni nel Salento (30 ottobre e 1 novembre) e a Londra (13 e 14 novembre) – dopo essere stata rappresentata a Cipro negli anfiteatri dei comuni di Aglantzias, Larnaca, Lacatamia, Aghios Dometios (estate 2009)


Salento

Calimera, Teatro Elio, venerdì 30 ottobre 2009 ore 20.30

Lecce, Teatro Paisiello, domenica 1 novembre 2009 ore 20.30


Londra

Teatro Technis 26, Crowndale Road, London, NW1 1TT, venerdì 13 e sabato 14 novembre 2009 ore 20.30


Il video che qui si propone è una breve scena della prima rappresentazione dell’opera – Roma, Teatro la Comunità, 31 marzo-5 aprile 2009

 

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Halloumi - formaggio tradizionale di Cipro

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(dalla Slow Food Fondation)

L’o Halloumi è il formaggio tradizionale di Cipro. La ricetta originale prevede l’'uso di latte crudo di sola pecora o misto pecora e capra. Non si utilizzano starter industriali o naturali, così che le variazioni nell’'aroma (e probabilmente nella tessitura) dipendono esclusivamente dalla microflora presente nel latte. Durante la fase di maturazione, i lieviti presenti nel siero salato usato per lo stoccaggio delle forme e i batteri acido lattici non starter provenienti dall’'ambiente di caseificazione concorrono a loro volta all’'evoluzione dell’'aroma.
Dopo la coagulazione del latte con caglio animale all’'interno di vasche da 500 litri, la cagliata viene tagliata manualmente in piccoli cubi che sono poi lasciati riposare e depositare per qualche minuto. In seguito le porzioni sono raccolte e trasferite in piccoli stampi forati, di materiale plastico (altezza 11 cm, diametro superiore 10 cm, diametro inferiore 8 cm, capacità 350 g di cagliata). Senza l’'applicazione di alcuna pressione, la cagliata viene lasciata sgocciolare per circa 1 ora e il siero viene raccolto e recuperato per la preparazione della salamoia.
Mentre il caglio sta scolando, il siero raccolto viene trasferito in una caldaia dove è cotto a 90-95°C senza smettere di mescolare. Ciò provoca la denaturazione delle proteine del siero che, di conseguenza, si separano, salendo in superficie. Usando un mestolo, la frazione proteica del siero è raccolta e posta in forme di plastica perforate (in passato si usavano contenitori di paglia), e lasciata scolare.
Questo prodotto viene chiamato Anari ed è simile alla ricotta: si tratta infatti di un formaggio a pasta morbida ottenuto dal siero. L’a Anari può essere consumato fresco e non salato, a due giorni dalla produzione, oppure salato in salamoia di siero ed essiccato (in questo caso può essere conservato per oltre un anno).
Il passo successivo prevede la cottura delle formaggette nel siero per almeno 30 minuti a 90°C. Questo è un passaggio cruciale perché determinerà l’'elasticità della cagliata. Dopo la cottura, ogni Halloumi viene salato a secco e cosparso con le foglie sbriciolate di menta secca prima di essere piegato e lasciato raffreddare per qualche ora. In seguito, le piccole forme vengono distribuite in contenitori con una capienza variabile fra 1 e 5 kg e coperti con siero salato (preparato a partire dal siero utilizzato per la cottura con l’aggiunta di sale).
L’o Halloumi fresco è il prodotto immesso sul mercato subito dopo la preparazione, cioè a 24 ore dalla produzione, mentre l’Halloumi maturo è il formaggio immesso sul mercato ad almeno 40 giorni dalla produzione (formaggio maturo in siero salato).
L’o Halloumi è uno dei pochi formaggi prodotti e consumati a Cipro; si trova su qualunque banco di alimentari, dalla piccola alla grande distribuzione, ma il prodotto originale sta scomparendo, soppiantato dalle varianti industriali.
Questo formaggio, per esempio, non ha alcun bisogno di essere pastorizzato, date le alte temperature di cottura, eppure sono ormai pochissimi i produttori che ancora si arrischiano a non effettuare questa operazione, diventata obbligatoria per legge.
Dall’'altra parte, l’'allevamento bovino su larga scala sta in buona parte sostituendo la piccola pastorizia tradizionale, Con l’'arrivo dell’'allevamento bovino e l’'inserimento di razze altamente produttive, anche ovocaprine, si è verificato un incremento della produzione zootecnica in stalla: le razze industriali, sia bovine che ovocaprine, mal tollerano infatti le alte temperature e la povera vegetazione delle brulle terre cipriote.
Questo sta provocando da un lato una pericolosa perdita delle popolazioni e razze locali di capre (in particolare Machaeras e Ntopia) e pecore (soprattutto Chios) e dall’'altro la produzione di un formaggio con caratteristiche organolettiche completamente diverse dall’o Halloumi originale (latte di vacca, pastorizzato, da capi selezionati per le alte produzioni, allevati in stalla).
L’o Halloumi è il formaggio tradizionale cipriota e, secondo testimonianze scritte e orali, viene prodotto nell’isola da centinaia di anni (Economides, 2004).
Il nome Halloumi potrebbe aver avuto origine dalla parola araba “helime”, che significa formaggio. È stato altrimenti suggerito che la parola Halloumi possa provenire dal termine che in Greco antico indicava il sale o dall’'italiano “salamoia” (Anonymous, 1999).
Si presume che il formaggio sia stato introdotto a Cipro dai mercenari Arabi provenienti dalla Siria e dalla Palestina, che si stabilirono nell’isola durante il dominio dei Franchi (1192-1489 d.C.). I primi riferimenti che mettono questo prodotto con l’'isola risalgono al 1554 d.C., quando Florio Bustron cita pecore e capre di Cipro ed un formaggio denominato Halloumi (in italiano Calumi) prodotto da un misto di latte ovino e caprino (Economides, 2004). Anche Monk Agapios, nel suo libro ‘Agronomics’ del 1643 d.C. cita una ricetta di Cipro per la preparazione dell’o Halloumi, mentre Kyprianos, nel suo repertorio storico del 1788 d.C., descrive l’o Halloumi come un formaggio “delizioso” e “venduto dovunque in quantità”.


   

Regno di Cipro

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Regno di Cipro

da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Regno di Cipro fu un regno cattolico crociato sull'isola di Cipro del tardo medioevo.

Storia

L'isola fu conquistata nel 1191 durante la terza crociata da Riccardo I d'Inghilterra togliendola ad Isacco Comneno, un governatore locale che si era autoproclamato imperatore bizantino e avanzava pretese sull'Impero di Costantinopoli. Riccardo in seguito vendette Cipro ai cavalieri templari, che a loro volta lo vendettero a Guido di Gerusalemme nel 1192 dopo il fallimento della crociata di Riccardo e la conseguente perdita di Guido del regno di Gerusalemme. Suo fratello e successore Amalrico I di Cipro ricevette la corona e il titolo reale da Enrico IV del Sacro Romano Impero.

La piccola minoranza di cattolici sull'isola era limitata ad alcune città costiere, come Famagosta, ma era presente anche nell'entroterra, per esempio a Nicosia, la capitale tradizionale. I cattolici tennero in mano il potere fino a quando gli abitanti greci vissero nelle campagne (questo fu lo stesso sistema applicato anche nel regno di Gerusalemme). Alla Chiesa autocefala cipriota di fede ortodossa, con il suo arcivescovo non soggetta ad alcun patriarca, fu permesso di rimanere sull'isola, ma venne largamente superata da quella cattolica in reputazione e quantità di beni posseduti.

Dopo la morte di Amalrico di Lusignano il regno passò a una serie di giovani ragazzi che crebbero fino a diventare re. Mentre vari membri della famiglia Ibelin, che ebbe gran parte del potere a Gerusalemme prima della sua caduta in mano ai musulmani, fecero da reggenti in questi primi anni. Nel 1229 uno dei reggenti Ibelin fu obbligato ad abbandonare il suo ruolo da Federico II del Sacro Romano Impero, che portò lo scontro tra Guelfi e Ghibellini anche sull'isola. I sostenitori di Federico furono sconfitti già nel 1233 mentre il conflitto continuò in Europa per molti altri anni.

I discendenti della famiglia di Federico, gli Hohenstaufen, continuarono a regnare su Gerusalemme fino a quando, nel 1268, Ugo III di Cipro reclamò il titolo e il territorio di San Giovanni d'Acri alla morte di Corrado IV di Gerusalemme; in questo modo egli unì i due regni. I territori palestinesi vennero alla fine persi mentre era re Enrico II di Gerusalemme nel 1291, ma i re di Cipro continuarono comunque a rivendicare il titolo regale.

Cipro aveva un'Haute Cour, l'Alta Corte, nonostante fosse meno potente di quanto lo fosse stata quella di Gerusalemme. Infatti l'isola era più ricca e feudalizzata del regno di Gerusalemme e di conseguenza il re disponeva di una maggiore ricchezza personale e poteva permettersi di ignorarla. Inoltre il regno era spesso in conflitto con gli invadenti mercanti italiani, difatti l'isola era diventata il centro dei commerci europei con l'Asia e l'Africa dopo la caduta di San Giovanni d'Acri nel 1291.

I re alla fine vennero sempre più sottomessi dai mercanti genovesi nel XIV secolo. Cipro allora si schierò con il papato di Avignone durante il Grande Scisma nella speranza che la Francia si occupasse di cacciare gli italiani dall'isola. Nel 1426 i Mamelucchi trasformarono il regno in uno stato tributario; i successivi monarchi persero gradualmente quasi tutta la loro indipendenza fino a quando nel 1489 l'ultima regina, Caterina Cornaro, abdicò e cedette l'isola alla Repubblica di Venezia.


Pretendenti del Regno di Cipro

In seguito il titolo di re di Cipro rimase alla casa Savoia e come tale compare, dopo il titolo di re di Sardegna [1] anche negli atti ufficiali fino alla proclamazione del Regno d'Italia. Al giorno d'oggi Vittorio Emanuele Savoia possiede, infatti, anche il titolo di re titolare di Cipro.

Note

Bibliografia

  • Rene Grousset. L'empire du levant: histoire de la question d'orient (Nouvelle ed. revue). Payot, Paris 1949.
   

Caterina Cornaro Regina di Cipro

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Caterina Cornaro

da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


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Ritratto di Caterina Cornaro dipinto da Gentile Bellini (Budapest, Magyar Szépmüvészeti Múzeum)

Caterina Corner, italianizzato in Cornaro (Venezia, 25 novembre 1454Asolo, 10 luglio 1510), fu regina di Cipro e Armenia dal 1474 al 1489.

Figlia del veneziano Marco Cornaro e di Fiorenza Crispo, apparteneva a una delle famiglie più ricche ed influenti della Serenissima, i Corner.

Venne educata in monastero a Padova fino all'età di 14 anni. Fu prescelta come sposa del re di Cipro e di Armenia Giacomo II di Lusignano, che sposò per procura il 30 luglio 1468. Le fu attribuito dal Senato veneto l'appellativo di "Figlia adottiva della Repubblica" onore mai tributato a nessuna donna prima di lei.

Solo nel 1472 Caterina venne condotta a Famagosta, sull'isola di Cipro, dove furono celebrate nozze sontuose. Un anno dopo il re morì lasciando la vedova incinta. Cipro cadde quindi sotto l'influenza veneziana.

Nella notte del 13 novembre 1473, un gruppo di nobili catalani capeggiati dal vescovo di Nicosia, che si volevano liberare del dominio veneziano, entrarono nel palazzo e rapirono il piccolo facendo strage, uccidendo i parenti della donna davanti ai suoi occhi. Venezia inviò una flotta e un esercito e catturò i nobili dissidenti al soldo del re di Napoli e del Duca di Savoia. Caterina continuò a regnare sotto la costante protezione della Repubblica di Venezia e sotto stretta sorveglianza, anche dopo la morte di suo figlio Giacomo III avvenuta per febbri malariche nel 1474.

L'abdicazione e il ritorno a Venezia

Nell'ottobre 1488 fu scoperta un'altra congiura, ordita ancora dai nobili catalani. Venezia represse di nuovo la ribellione e decise di richiamare Caterina costringendola ad abdicare a favore della Repubblica. A seguito del suo rifiuto, fu minacciata che nel caso di disobbedienza sarebbe stata spogliata di tutti i privilegi e sarebbe stata trattata come ribelle. Il 26 febbraio 1489 avvenne l'atto ufficiale dell'abdicazione di Caterina in favore della Repubblica Veneta. Il 18 marzo, vestita di nero, la regina lasciò per sempre l'isola.

Venezia accolse la sua figlia in maniera trionfale. Sedette sul Bucintoro accanto al doge [1]e fu nominata domina Aceli (signora di Asolo), conservando tuttavia anche negli atti ufficiali il titolo e il rango di regina. Sul territorio di Asolo, Caterina aveva gli stessi poteri del doge. Unici limiti: non poteva far subire ai sudditi nessun onere o angheria e non poteva ospitare chi non fosse gradito al doge.

Signora di Asolo

Caterina richiamò alla sua corte artisti e letterati, tra cui Giorgione, Lorenzo Lotto, Pietro Bembo, che qui ambientò Gli Asolani. Nel 1509, all'avanzare delle truppe imperiali di Massimiliano I d'Asburgo, si rifugiò a Venezia. Ritornata nel suo castello e tra gli asolani che tanto l'amavano, fuggì di nuovo quando le truppe tedesche si affacciarono alle porte di Altivole.

Caterina Cornaro morì a Venezia il 10 luglio 1510 e venne tumulata nella Chiesa dei Santi Apostoli. Tale fu la folla che volle partecipare al rito funebre che i Provveditori fecero costruire un ponte di barche da Rialto a Santa Sofia per permettere un migliore deflusso.

La salma rimase solo pochi anni nella chiesa dei Santi Apostoli perché, a causa della costruzione della nuova chiesa, nel 1575 venne trasferita nella Chiesa di San Salvador, dove tuttora riposa.

Caterina a teatro

Alla figura di Caterina Cornaro è dedicato il grand-opéra La Reine de Chypre di Fromental Halévy, su libretto di Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, andato in scena a Parigi il 22 dicembre 1841.

Sul libretto di Saint-Georges si basa quello di Giacomo Sacchero per Caterina Cornaro di Gaetano Donizetti, andata in scena al Teatro San Carlo di Napoli il 18 gennaio 1844.

Nell'opera si narra l'episodio storico che determina la morte del Lusignano, intrecciato ad una storia d'amore tra Caterina e Gerardo, un giovane cavaliere francese.

Note

  1. ^ L'episodio viene ricordato ogni anno da una Regata Storica che si tiene a Venezia la prima domenica di settembre.
   

Cipro - tradizioni popolari

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(da internet)

 

Cipro non è solo artigianato e mare, ma è anche tradizioni popolari, di cui la poesia popolare è la tipica espressione, risalendo al X secolo, quando i poeti cantori, vagando per l’isola, comunicavano alla gente le notizie. Gli odierni poeti popolari prendono parte a diversi eventi, recitando in pubblico le loro poesie, accompagnandosi col flauto o violino. Tali cantori, ancora oggi, cantano le canzoni popolari medievali dove si racconta del Re Digenis, strenuo difensore dell’isola contro gli Ottomani, e della sua bella Regina, Rigaina. La musica popolare (folk) risale all’epoca bizantina, anche se è la naturale continuazione dell’antica tradizione musicale greca.

I Ciprioti amano le feste, sia religiose che civili, numerose nel corso dell’anno, alcune delle quali hanno radici remote, essendo ancorate alla storia ed alle tradizioni, mentre altre sono recenti.

Riportiamo un breve elenco delle feste maggiormente significative:

  • Epifania: si svolge il 6 gennaio e rappresenta la festività religiosa greco-ortodossa di maggiore importanza;
  • Carnevale: Le manifestazioni, che iniziano 50 giorni prima della Pasqua ortodossa, culminano nella Domenica di Carnevale, durante la quale si svolge il grande corteo in costumi tradizionali di Lemesos (Limassol) e con il Lunedì di Carnevale ad Anthestiria in onore del dio Dioniso, patrono del teatro;
  • Pasqua: è la festa religiosa più  importante, durante la quale si svolgono processioni, celebrano riti religiosi e si svolgono numerosi giochi tradizionali.
  • Festa dei Fiori "Anthestiria": nel mese di maggio, si svolge questa festa che richiama le cerimonie dell’antica Grecia per festeggiare il risveglio della natura, tanto che le strade delle città sono ravvivate da coloratissimi cortei di fiori;
  • Festa del "Cataclisma": si svolge a Pentecoste. La festa si riallaccia agli antichi riti di celebrazione della fine della primavera e del principio della nuova stagione. Ciò spiega perché oggi tale celebrazione nei centri lungo la costa dia luogo all’ uscita in mare di imbarcazioni, oltre che a fuochi d’artificio, danze e musiche popolari;
  • Metà giugno - settembre: i versi di Euripide e di Sofocle riecheggiano nelle calde serate estive tra le gradinate dell’antico teatro di Kourion e nell’Odeon di Pafos, dove vengono rappresentate le antiche tragedie e commedie greche. Inoltre, la programmazione estiva cipriota prevede concerti musi­cali e spettacoli di danza;
  • Luglio: Festival di Larnaca e Lemesos (Limassol);
  • Estate: nei paesi dell’interno si svolgono manifestazioni locali che celebrano le tradizioni locali;
  • Settembre: a Lemesos (Limassol), si svolge la Festa del Vino, dove le musiche e danze popolari sono accompagnate da distribuzione gratuita di vino alla spina; in tal modo, si vuole far rivivere lo spirito di Dioniso, Dio del vino e dell’allegria;
  • Inverno: in vari luoghi dell’isola si svolgono concerti di musica classica, mostre d’arte e spettacoli teatrali;
  • Natale: le feste natalizie si tengono in tutta l’isola.
   

Stasino di Cipro e Cypria (i 'Canti Cipri')

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Stasino

(in greco Στάσινος,si pronuncia Stasinos) è un poeta greco antico, originario di Cipro, vissuto probabilmente nel VIII secolo a.C. e presunto autore del poema epico Cypria, appartenente al ciclo troiano.

Cypria

da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

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I Cypria (in greco Κύπρια; in italiano anche "Canti Cipri") sono un antico poema epico greco piuttosto noto e conosciuto in epoca classica, durante la quale ne circolava un testo definitivo e comunemente accettato, ma che è andato successivamente perduto. Faceva parte del Ciclo Troiano, che raccontava in versi l'intera storia della guerra di Troia. Le vicende trattate dai Cypria si pongono cronologicamente all'inizio del Ciclo Troiano e sono seguite dall' Iliade; la stesura dei due poemi apparentemente avvenne in ordine inverso rispetto alla cronologia letteraria. Il poema si componeva di undici libri scritti in esametri dattilici.

Datazione ed attribuzione

I Cypria, nella forma scritta in cui erano conosciuti nella Grecia classica, furono probabilmente composti verso la fine del VII secolo a.C.[1], ma non esistono certezze in merito. I poeti ciclici, come ha fatto notare la traduttrice delle opere di Omero Hugh G. Evelyn-White[2] "stavano attenti a non invadere il terreno già occupato da Omero" e questo è uno dei motivi per cui potrebbe ritenere la forma scritta e definitiva dei Cypria un poema post-omerico. Un altro studioso ha sostenuto: "L'autore dei Kypria, doveva aver già apprezzato i temi dell' Iliade. In qualsiasi modo si leggano i Kypria, salterà agli occhi come si studino gli avvenimenti contenuti nell'Iliade per potersi riferire ad essi, ad esempio la cessione in schiavitù di Licaone a Lemnos o le storie di Achille con Briseide e di Agamennone con Criseide".[3] Si potrebbero paragonare i Cypria con l' Etiopide, un altro poema del ciclo andato perduto, ma che anche dai pochi frammenti e dalle citazioni che ne abbiamo appare maggiormente autonomo rispetto all' Iliade.

Le storie contenute nei Cypria, d'altra parte, si erano stabilizzate molto prima di allora, ed il poema condivide lo stesso problema di difficoltà di datazione di una tradizione orale che è proprio delle opere di Omero. Molte, per non dire tutte, delle leggende contenute nei Cypria erano già ben note agli autori dell' Iliade e dell' Odissea: i Cypria, presupponendo quindi la conoscenza degli eventi narrati nel poema omerico, vanno così a formare una specie di introduzione all' Iliade. [4]

Il titolo Cypria, che associa il poema con l'isola di Cipro,[5] ha richiesto alcune spiegazioni: secondo una tradizione antica[6] il poema sarebbe stato donato da Omero a suo genero Stasino di Cipro, che non viene citato in nessun altro contesto. Questa sembrerebbe essere un'allusione ad una perduta Ode Nemea di Pindaro. La storia venne poi ripresa da alcuni autori di epoca più tarda. Perlomeno la storia è servita a spiegare come mai i Cypria furono attribuiti da alcuni ad Omero, da altri a Stasino. Altri, tuttavia lo attribuirono ad Egesia di Salamina od a Cipria di Alicarnasso.

È possibile che l' Ordine di battaglia dei Troiani (l'elenco dei Troiani e dei loro alleati in Iliade II, 816-876, che forma un'appendice al Catalogo delle navi) sia un riassunto di quello presente nei Cypria, che si sa che nell'ultimo libro contenevano appunto un elenco degli alleati dei Troiani.

Contenuto

Nelle attuali edizioni critiche dei Cypria sopravvivono soltanto cinquanta versi del testo originale. Per conoscerne la trama dipendiamo quindi quasi completamente da un riassunto del Ciclo Troiano contenuto nella Crestomazia scritta da un oscuro Proclo (che forse potrebbe essere identificato con il grammatico del II secolo Eutichio Proclo). Alcune altre fonti forniscono indicazioni di minor rilievo sull'intreccio del poema.

Il poema narra l'origine e le cause della guerra di Troia, nonché i suoi primi momenti. Sia apre con la decisione di Zeus di alleviare, per mezzo di una guerra, il peso della popolazione che la Terra deve sopportare: ne consegue la guerra dei Sette contro Tebe.

I Cypria descrivono quindi le nozze di Peleo e Teti. Nel famoso episodio del giudizio di Paride[7] tra le dee Atena, Hera ed Afrodite, Paride assegna il premio per la bellezza ad Afrodite, e a sua volta riceve in premio Elena, la moglie di Menelao.

Paride, su consiglio di Afrodite, costruisce allora una nave, ed Eleno gli predice il suo futuro; Afrodite ordina ad Enea di imbarcarsi con lui, mentre anche Cassandra presagisce ciò che avverrà.

In Lacedemonia i Troiani vengono ricevuti dai figli di Tindareo, i Dioscuri Castore e Polluce, e da Menelao che si imbarca poi per Creta, dopo aver ordinato ad Elena di fornire agli ospiti tutto ciò di cui avessero avuto bisogno. Afrodite fa avvicinare Elena e Paride, ed il principe porta lei e la sua dote a Troia, con una tappa a Sidone, che Paride e i suoi uomini attaccano con successo.

Nel frattempo Castore e Polluce vengono catturati ed uccisi mentre stanno rubando il bestiame di Idas e Linceo: Zeus allora concede loro l'immortalità.

Iris avverte Menelao, che torna per organizzare una spedizione controi Troia insieme al fratello Agamennone. Decidono di riunire gli ex-pretendenti alla mano di Elena, che avevano giurato di difendere i diritti matrimoniali di chi tra loro fosse riucito a sposarla. Nestore racconta a Menelao alcune storie:

Radunando i capi dei Greci, smascherano la follia simulata di Odisseo, che non voleva seguirli. I capi dei Greci riuniti insieme in Aulide celebrano dei sacrifici dall'esito infausto, e l'indovino Calcante annuncia loro che la guerra durerà dieci anni. Raggiungono la città di Teutra, in Misia e la saccheggiano per errore, scambiandola per Troia: Telefo va in soccorso della città, ma viene ferito da Achille. La flotta greca viene separata da una tempesta, ed Achille approda a Sciro, dove sposa Deidamia, la figlia di Licomede e guarisce Telefo dalle ferite, in modo che possa guidarli a Troia.

Quando gli Achei riescono a riunirsi in Aulide una seconda volta, Agamennone viene convinto da Calcante a sacrificare sua figlia Ifigenia per placare le dea Artemide e ottenere un viaggio tranquillo per le navi, dopo che il re stesso l'aveva offesa uccidendo un cervo. Ifigenia viene fatta venire fingendo che debba sposare Achille, ma Artemide all'ultimo momento la porta via, sostituendola sull'altare con un cervo, e la trasporta in Tauride rendendola immortale.

La navi greche giungono quindi sull'isola di Tenedo dove, mentre stanno banchettando. Filottete viene morso da un serpente e deve essere lasciato a Lemno. Qui Achille litiga con Agamennone. Un primo tentativo di sbarco nella Troade viene respinto dai Troiani e Protesilao viene ucciso da Ettore. Achille allora uccide Cicno, figlio di Poseidone e costringe i Troiani a ritirarsi. I Greci raccolgono i loro caduti ed inviano dei messaggeri a chiedere la resttituzione di Elena e del tesoro. Dopo il rifiuto dei Troiani, dapprima tentano un assalto verso la città, poi mettono a ferro e fuoco le campagne circostanti.

Achille vuole vedere Elena, così Afrodite e Teti escogitano un modo di farli incontrare. I Greci vorrebbero tornare a casa, ma vengono trattenuti da Achille, che poco dopo mette in fuga il bestiame di Enea, saccheggia le città vicine ed uccide Troilo. Patroclo porta Licaone a Lemno e lo vende come schiavo. Achille e Agamennone si prendono come bottino di guerra rispettivamente Briseide e Criseide.

Seguono quindi la morte di Palamede, il piano elaborato da Zeus di aiutare i Troiani allontanando Achille dall'alleanza greca ed il poema si chiude con un catalogo degli alleati dei Troiani.

Valutazione del poema

I Cypria furono considerati un poema minore rispetto ai due capolavori di Omero: Aristotele li criticò per la loro mancanza di una coesione narrativa e di un argomento portante. Si tratta più che di una vicenda unitaria di un catalogo di eventi e storie separate.

Note

  1. ^ Un'indicazione circa il fatto che almeno i contenuti principali dei Cypria fossero già conosciuti attorno al 650 a.C. ci viene dalla raffigurazione del Giudizio di Paride sul "Vaso Chigi" (Burkert 1992; 103). Sulla caraffa di epoca proto-attica nota come "Vaso Chigi", Paride viene identificato come Al[exand]ros, nome con cui sembra venga chiamato anche nei Cypria.
  2. ^ Nella sua prefazione a Hesiod, The Homeric Hymns, and Homerica
  3. ^ Ken Dowden, "Homer's Sense of Text" The Journal of Hellenic Studies 116 (1996, pp. 47-61). p 48, si noti che l'osservazione fu originariamente fatta da Eric Bethe, in Homer: Dichtung und Sage II: Odysee, Kyklos, Zeitbestimmung, 1922:202.
  4. ^ Enciclopedia Britannica, 1911: "Stasinus"
  5. ^ Burkert,(Burkert 1992;103) notando corrispondenze con la cultura Mesopotamica, conclude:" Queste osservazioni devono allora riferisi all'epoca in cui Cipro, anche se ricca e potente, era ancora formalmente sottoposta alla dominazione Assira"
  6. ^ Giovanni Tzetzes' Chiliades XIII.638.
  7. ^ Paride nelle citazioni dai Cypria e nei riassunti sopravvissuti viene chiamato Alexandros

Edizioni

  • Edizioni a stampa (Il testo greco):
    • A. Bernabé 1987, Poetarum epicorum Graecorum testimonia et fragmenta pt. 1 (Lipsia: Teubner)
    • M. Davies 1988, Epicorum Graecorum fragmenta (Göttingen: Vandenhoek & Ruprecht)

Bibliografia

  • Burkert, Walter, 1992. The Orientalizing Revolution: Near Eastern Influences on Greek Culture in the Early Archaic Age (Cambridge: Harvard University Press) pag. 101-04.
  • F.G. Welcker, Der epische Cyclus (1862)
  • D.B. Monro, Appendice alla sua versione dell' Odissea, XIII-XXIV. (1901)
  • Thomas W. Allen, "The Epic Cycle," in Classical Quarterly (Gennaio 1908, ed edizioni succssive)
   

Zenone di Cizio (odierna Làrnaka)

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Zenone di Cizio

da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

« L'uomo deve essere liberato dalle passioni, vero e unico male. »

Zenone di Cizio (Cizio, 333 a.C.263 a.C.) è stato un filosofo greco antico nativo di Cipro, considerato il fondatore dello stoicismo.

Come Talete, non era di origine greca ma fenicia. Cizio (odierna Làrnaka) era una località dell'Isola di Cipro, che all'epoca costituiva un importante crocevia dei commerci tra l'Occidente e l'Oriente del Mediterraneo. Fu allievo del filosofo cinico Cratete e, successivamente, di Polemone, scolarca dell'Accademia platonica nell'ultimo quindicennio del IV secolo. Intorno al 300 fondò la Stoa.

Il suo contributo alla storia delle idee si rivela notevole soprattutto nel campo dell'etica, in cui espresse posizioni spesso condizionate dalla sua formazione cinica, e della gnoseologia. Come per gli epicurei anche per gli stoici la fonte di ogni conoscenza è la sensazione (elemento passivo), cui si deve accompagnare l'assenso (elemento attivo), per arrivare così alla rappresentazione catalettica. I concetti sono anticipazioni mentali, fondate sulle sensazioni, e anche i ragionamenti, detti anapodittici, non si discostano dall'analisi di singoli avvenimenti. A Zenone è dedicato il primo volume della classica raccolta di frammenti stoici curata da Hans von Arnim (SVF 1).

La fisica e la morale

L'universo è come un grande animale composto di due elementi, la materia e il Lògos o ragione, che è detto anche Dio e rappresenta il soffio vitale o ragione seminale. Questo principio divino è Provvidenza immanente e guida finalisticamente l'evoluzione del mondo verso il suo necessario sviluppo. Ogni evento in quanto permeato del divino è perfetto, e la libertà dell'uomo consiste nel riconoscere e condividere la perfezione. Come il mondo anche l'uomo è animato dal lògos e il suo dovere e la sua virtù consistono nel vivere secondo ragione, estirpando da sé le passioni e i desideri; il saggio stoico è cittadino del mondo perché riconosce il valore universale della ragione.

La fonte più importante riguardo alla sua vita è una biografia scritta da Diogene Laerzio, nel libro VII della sua opera Raccolta delle vite e delle dottrine dei filosofi:

« Ζήνων Μνασέου ἢ Δημέου, Κιτιεὺς ἀπὸ Κύπρου »
(Diogene Laerzio)
« Zenone fu figlio di Mneseo o Demeo, e nacque a Cizio, su Cipro »

A lui è stato dedicato il cratere Zenone, sulla Luna.

   

Duetto di danza Opa Opa - Roma, 16 ottobre 2009

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Dimitris Evaggelou - Roma, 16 ottobre 2009

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Fenia Kotsopoulou - Roma, 16 ottobre 2009

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Spettacolo di Danza

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Il Venerdi 16 ottobre alle ore 22,30, al teatro LO SPAZIO,

in via Locri 42 ( vicino a via Sannio-zona S. Giovanni)

ci sarà uno spettacolo di danza e musica Rebetika,

Con:

1) il gruppo di musica greca Evi Evan

2) una splendida danzatrice, Fotini, che proporrà una sua ricerca e l'esecuzione di una danza straordinaria, tradizionalmente danzata da uomini, straordinaria!

3) una cantante cipriota di talento e preparazione unica,

4) Dimitri che danzerà con il pubblico durante il concerto.. inoltre...

...una sorpresa finale...solo con 10.00 euro!!!

   

Il libro manoscritto da oriente a occidente

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manifestazione di Memoria

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«ΝΗΜΑ» Σύνδεσμος Κυπρίων στην Ιταλία

Via Labicana, 31 00184 Roma / ηλεκτρ.διεύθυνση: lexandra@libero.it

www.associazioneciprioti.it

τηλ.: 0039 06 77071674  /  κιν.: 0039 340 2725224  /  CF 09087601002

Πρόεδρος . Αλεξάνδρα Ζαμπά

 Εκδήλωση

 

«ΝΗΜΑ» Σύνδεσμος Κυπρίων στην Ιταλία

πραγματοποιεί εκδήλωση Μνήμης, Τιμής και Αγώνα, την ερχόμενη Παρασκευή :17/07/09 στις16,30 στο:

 

Sala Conferenze, Ex Mattatoio ( Testaccio) Largo Dino  Frisullo, Roma

με αφορμή τις μαύρες επετείους του προδοτικού πραξικοπήματος και της βάρβαρης τουρκικής εισβολής.

 

Καλούμεν όλα τα μέλη και τους φίλους της Κύπρου όπως  συμμετάσχουν στην εκδήλωση, για να καταδικάσει το προδοτικό πραξικόπημα και τη βάρβαρη τουρκική εισβολή και κατοχή και για να τιμήσει όλους όσοι αγωνίστηκαν και θυσιάστηκαν υπερασπιζόμενοι τη δημοκρατία και τη νομιμότητα, αλλά και την ελευθερία και την εδαφική ακεραιότητα της πατρίδας μας.

 

Ομιλητής στην εκδήλωση θα είναι η Πρόεδρος του Συνδέσμου Κυπρίων Ιταλίας «ΝΗΜΑ» : Αλεξάνδρα Ζαμπά

 

............................................................................. 

Manifestazione

L’Associazione dei ciprioti in Italia «NIMA»

 

Organizza una manifestazione di Memoria, di Valore e di Lotta

Il prossimo Venedrì : 17/07/09 alla  

Sala Conferenze, Ex Mattatoio ( Testaccio) Largo Dino  Frisullo, Roma,

 

Per ricordare il colpo di stato e la successiva barbara invasione turca del 1974.
Invidiamo tutti i soci e gli amici dell’ Associazione dei ciprioti in Italia NIMA a partecipare alla  manifestazione per condannare Colpo di Stato e Invasione  e per ricordare tutti quelli che hanno sacrificato la propria vita
per diffendere la Democrazia, la Legalità, la Libertà, l’integrità territoriale di Cipro.
Parlerà la presidente dell’Associazione, Alexandra Zambà 

 

   

Elezione nuovo C.D.

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Roma, 5 luglio

 

Oggetto: Elezione nuovo C.D. 

Quando: 16/07/09 alle ore 24,00. In mancanza del numero legale, si rinnova per il giorno

 

                                         

                                  17/07/09 alle ore 17,30

 

Dove: Sala Conferenze, Ex Mattatoio ( Testaccio) Largo Dino  Frisullo, Roma

L’ Associazione dei Ciprioti in Italia “NIMA” 

 

                                           invita

i propri soci, a partecipare all’ Assemblea per la votazione del nuovo Consiglio Direttivo che si terrà a Roma il 17/07/09 ore 17,30 alla Sala Conferenze - Ex Mattatoio - (Testaccio) , largo Dino Frisullo La decisione è stata presa nella riunione del C.D. del 25/06/09 dettata dallo statuto dell’Associazione stessa che vuole rinnovato il C.D. ogni tre anni.L’attuale C.D. è stato insediato il 27/07/06.

L’Assemblea avrà il  seguente ordine del giorno: 

a)    Illustrazione  delle attività svolte nel triennio 2006-2009.

b)   Insediamento del seggio elettorale

c)    Formazione delle liste elettorali

d)   Votazione del Consiglio Direttivo

e) Rinfresco

La Presidente        

Alexandra Zambà

 

 

NIMA Associazione dei ciprioti in ItaliaVia Labicana, 31 00184 Roma /

Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Tel/ Fax: 06 77071674 /Cell: 340 2725224 / Sito:www.associazioneciprioti.it Presidente: Alexandra Zambà 

 

 

 

   

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